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Oggi zampychia.it vi propone un articolo un po' insolito per queste pagine, qualcosa di nuovo mai visto prima d'ora qui: una vera e propria intervista!
Mi sono trasformata in una giornalista e ho raccolto per voi le parole di Stefano Rosi Galli, autore del libro "Vohabolario del Vernacolo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi".
Il 13 novembre scorso a Palazzo Vecchio si è tenuta la presentazione del "Vohabolario", opera che per prima parla del vernacolo fiorentino, illustrando e spiegando i vocaboli ed i modi di dire propri del capoluogo toscano, e del dialetto della regione.
Il salone era pieno di persone venute apposta per l'evento, sono anche intervenuti alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, e tra gli invitati c'ero anche io, perché avevo aiutato Stefano nella diffusione della stesura digitale del Vohabolario (decisamente molto ampliata poi per la versione cartacea), ospitando qui su zampychia.it il file pdf nella sezione download (ormai rimosso per motivi di diritti).
Ma sentiamo come ha risposto Stefano alle mie domande, che volutamente si distaccano da quelle "classiche" per un'intervista...
C: Dove sono finiti i tuoi amici che hanno contribuito alla redazione della prima versione del vohabolario? S: Sono tornati alle loro attività, ai loro lavori e ai loro impegni. Il Vohabolario con il tempo è diventato, in un certo senso, come un enorme buco nero. Uguale a quelli che si trovano nel centro delle galassie! E più grande diventava, più tempo assorbiva. Mi ritengo molto fortunato per aver avuto così tanto tempo da potergli dedicare. Considera che l'ultimo anno di lavoro, il secondo, sono uscito solamente tre sabati sera! Il tempo da dedicare alla ricerca, sia dei contenuti sia delle voci da inserire, nonché alla codifica linguistica da usare e all'impaginazione, è stato enorme. Ma d'altra parte, se vuoi che una cosa sia fatta bene, devi impiegarci tempo e rimboccarti le maniche!
C: Quale è stata l'emozione più grande che hai provato venerdì alla presentazione del tuo libro? S: L'essere seduto in un Salone storico, dove nei secoli sono passate tantissime persone importanti che hanno segnato la storia è stata una gioia indescrivibile. Essere ammesso lì, in quel "tempio", mi ha fatto capire quanto avevo lavorato bene. Perché, anche se ero cosciente del lavoro che avevo svolto, ricevere un'accoglienza di quel genere sia da parte del pubblico sia da parte delle Istituzioni, è stata come una dimostrazione che le intuizioni che avevo avuto erano state quelle giuste. Non capita tutti i giorni che ti dicano che il tuo libro copre uno spazio che ancora non era stato riempito da nessuno, parlando poi di una città come Firenze, con la sua storia e i fiumi d'inchiostro che sono stati scritti in tutto il mondo.
C: Raccontaci qualcosa dell'incontro con i tuoi "fans"... io ti ho visto molto frastornato ed emozionato... S: Probabilmente è stato il momento più concreto di tutta la serata. Vedere che 320 persone sono venute ad ascoltarti e che sono sedute tutte lì davanti a te è una sensazione elettrizzante. Ma ricevere gli abbracci, i saluti e le strette di mano è stato come un'ondata di energia positiva che mi è arrivata addossa tutta di un colpo! Per questo mi hai visto in quello stato d'animo. Ho impiegato due giorni per rendermi completamente conto di tutto quello che era successo. Quando tornavo verso casa, attraversando le vie del centro, camminavo più o meno a un paio di metri dal suolo!! Comunque, un'emozione meravigliosa e che non avevo mai provato prima...
C: Qualche dritta per gli aspiranti scrittori (come la sottoscritta!)? S: Non mollate MAI! Qualsiasi cosa vi dicano, qualsiasi ostacolo vi si interponga davanti, continuate a lottare per il vostro sogno! Io c'ho messo nove anni per veder realizzato il mio... anche se poi l'idea di vedere un mio libro sul ripiano di una libreria è qualcosa che mi accompagna fin da piccolo, quando andavo tutti i giorni alla Libreria Rinascita di Sesto Fiorentino e sognavo ad occhi aperti che un giorno, lì ci sarebbe stato anche il mio volume!
C: Cosa ne pensi di tutti gli attacchi al mondo dei torrent? E cosa hai provato vedendo la grande diffusione che ha avuto il vohabolario anche nella rete? S: Quelli di Torrent mi stanno un po'... sulle scatole! Gli ho scritto decine di volte, mandando anche i documenti che attestano che posseggo i diritti d'autore, per fargli ritirare il PDF delle versioni che circolavano in internet. Ma non si sono ancora degnati di rispondere. Comunque, una cosa è certa: le versioni che ancora circolano in rete non hanno niente a che vedere con il Vohabolario pubblicato della Romano Editore. Non solo per un rapporto qualità prezzo, il Vohabolario costa solo 12€ e contiene 3300 voci e 432 pagine, mentre quello della rete ne aveva appena 1100 in un centinaio di pagine, nonché redatte "alla bell'e meglio". Infatti quei PDF non erano altro che "esercitazioni" che avevo fatto solo per i miei amici. Che poi siano finiti in rete e abbiano avuto la diffusione che sappiamo è un altro discorso. Comunque, c'è anche da dire che se il Vohabolario non fosse passato di lì e non avesse raccolto tanto successo, probabilmente oggi non esisterebbe neanche la versione libro. Considera infatti che, all'inizio di tutta la storia, dopo aver inviato i PDF ai miei amici, mi ero pure dimenticato di averlo fatto, perché di lavoretti su quello stile ne faccio in continuazione. Passarono un paio di mesi prima che venissi a saper che il Corriere della Sera aveva pubblicato un articolo sull'edizione regionale con una foto di Roberto Benigni accanto alla copertina che avevo disegnato!
C: Un pensiero per questo sito, zampychia.it? S: Spero che possa crescere sempre di più e che magari possa ospitare anche racconti di giovani (e meno giovani) autori, in modo tale che le loro opere vengano conosciute e chissà, magari un giorno, trovare anche loro la strada per la pubblicazione.
Grazie Stefano per l'opportunità che mi hai dato, e alla prossima intervista!
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